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Albano: continuano le iniziative per salvare il lago

Il gruppo di cittadini, nato due mesi fa tramite il social network facebook, si sta adoperando per mobilitare le istituzioni sulla situazione del lago di Albano, organizzando diverse iniziative.

Smuovere le coscienze. Così Luca Nardi, fondatore del gruppo virtuale e del comitato “Salviamo il lago”, definisce l’intento principale del lavoro che ormai da due mesi sta portando avanti insieme ad altri cittadini dei Castelli Romani per la tutela del bacino lacustre di Albano e Castelgandolfo.

Il gruppo "Salviamo il lago di Albano" dal mondo di internet ha saputo intraprendere azioni concrete anche a livello istituzionale: “Vorremmo essere una leva sulle discussioni politiche – spiega ancora Nardi - soprattutto per favorire una pianificazione urbanistica  più attenta sul territorio ed evitare le già forti ripercussioni sull’area verde dei Castelli Romani il cui centro è rappresentato proprio dal lago di Albano".

Il comitato, che ha una struttura molto libera e aperta alla partecipazione di tutti, ha incontrato la direzione del Parco dei Castelli Romani per creare un rapporto di collaborazione e far sì che l'ente diventi una sponda per delle battaglie comuni insieme anche alle altre associazioni ambientaliste e soprattutto si faccia portavoce e comunicatore delle problematiche ambientali anche se non di loro specifica competenza.

“Salviamo il Lago di Albano” indirizzerà nei prossimi giorni una lettera a tutti i sindaci dei Castelli Romani affinché prendano in considerazione di rivisitare  i piani regolatori e lo sviluppo del territorio guardando anche alle esigenze ambientali e frenando lo sviluppo incontrollato e soprattutto programmerà per il 14 giugno una giornata di mobilitazione e di iniziative a favore della salvaguardia del lago.

"E' necessario che ci sia una cultura civica nella tutela del lago. Bisogna combattere l'illegalità e l'abusivismo. - spiega Luca Nardi - Ci sono circa 40000 pozzi abusivi che prelevano acqua dalla falda di alimentazione del lago provocando un aumento della concentrazione dei metalli e inoltre bisogna frenare i prelievi diretti che creano l'abbassamento delle acque del lago. Inoltre la mancanza di servizi e di infrastrutture ha provocato una disaffezione dei cittadini del luogo verso il lago e il suo destino e quindi per questo la nostra mobilitazione vuole far riflettere la cittadinanza sulla questione.". L’appuntamento per tutti è, quindi, per le prossime iniziative.

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