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Nessun nuovo quartiere ghetto ai confini di Pavona, stop alla cementificazione

Si è tenuto a Pavona il convegno “Consumo di suolo: a quale costo?” organizzato dai Comitati di quartiere di Albano, Pavona, S. Palomba e Pomezia insieme alle associazioni ambientaliste. Il focus dell’incontro la cementificazione di Santa Palomba e Paglian Casale

Il progetto urbanistico di Paglian Casale

Stop al consumo di suolo e a quartieri cattedrali nel deserto: questo il messaggio che la cittadinanza di Pavona ha voluto lanciare alle istituzioni nel convegno “Consumo di suolo: a quale costo?”  tenutosi lo scorso 21 giugno e organizzato dai Comitati di quartiere di Albano, Pavona, S. Palomba e Pomezia insieme al Circolo di Legambiente “Il Riccio” Appia Sud e Italia Nostra Castelli Romani. 

Il focus dell’incontro la cementificazione di Santa Palomba e Paglian Casale dove è prevista l'edificazione di 1000 nuove unità abitative senza la previsione di adeguate reti di servizi.

Il progetto edificatorio di Santa Palomba e Paglian Casale

Il Programma Integrato (PRINT) S. Palomba prevede la realizzazione di abitazioni destinate all’housing sociale, finanziato da Cassa depositi e Prestiti (Cdp) e in accordo il Comune di Roma. Quasi mille appartamenti destinati a diventare un ghetto senza servizi per circa 4.000 abitanti a ridosso di un’area industriale, nell’estrema periferia di Roma su terreni a vocazione agricola.
A poca distanza è previsto il Programma di Intervento urbanistico di Paglian Casale, che comporterà la distruzione di circa 80 ettari di terreno agricolo vincolato che lasceranno il posto ad 1.000.000 di mc di nuovo cemento: un’ottantina di palazzi di 6/7 piani per circa altre 7.000 persone, in un area a rischio per la salute degli abitanti a causa della presenza di gas Radon nel sottosuolo.

Un nuovo quartiere ghetto alle pendici dei Castelli Romani

“Case che non servono a nessuno, con il rischio di creare un nuovo ghetto senza servizi”, hanno denunciato le associazioni promotrici, “che contribuirà invece a creare un eccesso di offerta sul mercato immobiliare e un conseguente crollo del valore delle case esistenti, nelle quali hanno investito i propri risparmi l’80% degli italiani”. Degrado ambientale, declino della qualità della vita, dissesto idrogeologico sono alcuni dei rischi connessi al consumo di suolo messi in luce dai relatori durante il convegno,

"Il progetto urbanistico di Santa Palomba risale al 2009. Dopo dieci anni- spiega Marco Alteri, tra gli organizzatori del convegno- c'è uno scenario demografico totalmente diverso. E' assurdo un altro ghetto alle pendici dei Castelli Romani. E' inaccettabile che alla conferenza dei servizi non siano stati invitati i comuni confinanti con Roma Capitale a cui faremo arrivare il nostro messaggio. Non si possono creare quartieri senza servizi, scuole, mezzi di trasporto con cittadini di serie B che sono costretti ad appoggiarsi ai comuni vicini, ma senza poter godere delle agevolazioni previste per i residenti".

Il sindaco di Albano Marini: "Noi comuni confinanti esclusi dalla conferenza dei servizi"

Il Sindaco di Albano Nicola Marini, supportato dalla sindaca di Castel Gandolfo Milvia Monachesi, insieme ad esponenti della giunta e del consiglio comunale, ha denunciato il mancato coinvolgimento nella Conferenza dei servizi dei Comuni limitrofi, sui quali impatta direttamente l’insediamento di 11.000 nuovi abitanti, annunciando una serie di iniziative amministrative a per tutelare questo territorio. Il primo atto sarà la segnalazione al Comune di Roma della sovrapposizione tra l’area di rispetto del depuratore a servizio del futuro quartiere con quella del nuovo cimitero a Cancelliera deliberato precedentemente dal Comune di Albano.

I Comitati di quartiere e le Associazioni di Albano, Pavona, S. Palomba e Pomezia insieme al Circolo di Legambiente “Il Riccio” Appia Sud e Italia Nostra Sezione Castelli Romani, hanno stigmatizzato l’assenza e il disinteresse mostrato dal IX municipio di Roma e dal Comune di Pomezia, che hanno scelto di ignorare l’invito dei cittadini. 

 “Ci aspettiamo che intempi brevi la città metropolitana di Roma Capitale possa affrontare il problema del consumo di suolo e adottare ogni provvedimento utile a bloccare ulteriori e inutili costruzioni, soprattutto su aree ricche di testimonianze archeologiche e di pregio paesaggistico”, hanno concluso le associazioni. 


 

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