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Castel Gandolfo, confiscata villa di un ex boss della Banda della Magliana

L'immobile, di proprietà dell'ex tesoriere del gruppo criminale, sarà ceduto al Comune di Castel Gandolfo. Ha un valore superiore ai due milioni di euro e si trova in via dei Pescatori 14

La villa del boss Enrico Nicoletti, ex tesoriere della Banda della Magliana arresto nel luglio 2011, è stata confiscata dalla polizia alle porte di Roma. L'immobile, che sarà ceduto al comune di Castel Gandolfo, ha un valore superiore ai due milioni di euro e si trova in via dei Pescatori 14. Si sviluppa su tre piani ed ha un'estensione di circa 450 metri quadrati, nota con il nome de "Il Castelletto" per la presenza di una caratteristica torre con una splendida vista sul lago ed un grande parco annesso, era intestata ad una società riconducibile all'ex tesoriere della banda della Magliana e faceva parte dell'enorme patrimonio accumulato nel corso degli anni dai componenti della banda.

Gli agenti del Commissariato di Albano, dando esecuzione ad un provvedimento di confisca, dopo l'atto di assenso della Corte di Cassazione, hanno permesso al comune di Castelgandolfo di entrarne in possesso. Incaricata dell'operazione è stata l'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Ansbc), organismo appositamente istituito nel 2010 e sotto il controllo del Ministero dell'interno che ha il compito di dare attuazione al procedimento di confisca e assegnazione dei beni ad enti statali per essere utilizzati per fini socialmente utili.Villa Magliana-3

Sono diversi i progetti all'esame del comune assegnatario per la futura destinazione, tra le opzioni: l'istituzione della sede della locale Protezione civile, un presidio delle forze dell' ordine incaricate della sicurezza del Pontefice e l'allestimento di locali da destinarsi ad iniziative di carattere sociale.
 

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Commenti (3)

  • Bene così, ma dovrebbero confiscargli tutto, non credo sia difficile provare come si è formata la sua ricchezza. Il sequestro dei beni deve essere consustanziale all'arresto nei reati di mafia e politica, prima che scompaia il malloppo come stanno acendo quei gentlemen della regione Lazio. Se ci fosse una reale volontà "politica" nell'applicazione di queste elemenntari norme non ci sarebbe bisogno di ulteriori tasse e ne bbeneficerebbero le categorie alle quali quei soldi sono stati sottratti. Il problema è che queste sono gocce nel mare e nel mare continuano a comandare i pescecani.

  • Se la mettono all'asta me la compro.

    • i beni confiscati ai Boss non posso essere messi all'asta vengono donati altrimenti potrebbe venire in possesso di nuovo dei bene!

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