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Albano, spettacolo troppo blasfemo: i preti irrompono sul palco e fermano gli artisti

Spiacevole serata venerdì 11 settembre per l'istrionico attore Matthias Martelli: il suo spettacolo è stato interrotto da un gruppo di sacerdoti poco avvezzi alla satira

Il maestro Matteo Castellan, l'attore Matthias Martelli e Gianluca Pelle tra gli organizzatori del Festival Bajocco

Il Bajocco Festival è ormai un appuntamento fisso di fine estate per Albano e per i Castelli Romani, centinaia di migliaia di persone e tantissimi artisti di strada con le loro poliedriche forme di arte. Funnamboli, suonatori, cantastorie e attori e chi più ne ha più ne metta.

Nella prima serata del Festival che ha animato il fine settimana albanense, venerdì 11 settembre, l'attore Matthias Martelli insieme al suo compagno di palcoscenico, il maestro Matteo Castellan, è stato protagonista (o vittima) di uno spiacevole evento.

Matthias, istrionico attore allievo del premio Nobel Dario Fo e interprete della tradizione giullaresca, era in scena nella pittoresca piazzetta di Cellomaio con il suo spettacolo "Il Mercante di monologhi" e mentre si accingeva intorno alla mezzanotte a interpretare il personaggio satirico di Don Iphone è stato interrotto da un gruppo di sacerdoti della vicina parrocchia di San Pietro che ritenevano il monologo blasfemo.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERRUZIONE DA PARTE DEI SACERDOTI

Solo più tardi lo spettacolo è ripreso, ma la scena di Don Iphone si è interrotta e non è stata ripetuta. Cosa c'era così di blasfemo nello spettacolo di Matthias tanto da determinare la censura sacerdotale? Vedendo lo spettacolo pluripremiato e ottimamente recensito sui principali quotidiani nazionali nulla e forse si è trattato di una cattiva comprensione dello spirito e del senso del testo teatrale.

GUARDA LA SCENA INCRIMINATA "DON IPHONE"

"Il nostro spettacolo è fatto di tanti personaggi - spiega Matthias Martelli al nostro giornale - e tra questi c'è un prete, Don Iphone, che celebra una messa dove il dio venerato è quello delle nuove tecologie, di internet e di facebook che ormai è quasi una religione".

"Il pubblico poteva scegliere quali personaggi dovessi interpretare e venerdì  ha scelto anche quello del parroco e quindi poteva anche non essere rappresentato. Durante questo pezzo è intervenuto un gruppetto di 6/7  sacerdoti che salendo sul palco ha interrotto lo spettacolo gridando che non poteva continuare perché blasfemo"

"Noi non criticavamo la religione in quanto tale, ma una nuova 'religione' quella della tecnologia - spiega il maestro Castellan - ai tempi di oggi si adorano ormai i cellulari per esempio. Noi davamo anche un segnale e una rivalutazione della vera religione, ma lo spettacolo non è stato compreso. E' stato capito tutto il contrario".

"Il pubblico, anche di cattolici, si è schierato apertamente con noi, mentre ricevevamo le minacce di chiamare le forze dell'ordine per interrompere lo spettacolo e di allertare il Vescovo. E' stata un'ingerenza indebita, eravamo su una pubblica piazza. Avevamo richiesto all'organizzazione del festival Bajocco una piazza protetta perché il nostro è uno spettacolo di teatro e c'è bisogno di un luogo poco rumoroso seppur all'aperto  con una buona acustica", continua Matthias Martelli.

Nelle ultime due serate del Festival Bajocco i due artisti sono stati fatti traslocare nella centralissima Piazza Mazzini, di certo poco adatta al teatro, ma lontana da chiese, parrocchie e sacerdoti poco appassionati alla satira e poco ironici.

Sul cambio di piazza per lo  spettacolo "Il Mercante di monologhi" nelle serate di sabato e domenica si è creato un piccolo giallo. Si sa le voci di popolo corrono e anche sui social network (la nuova voce del popolo, che un detto dice essere la voce di Dio) si è facilmente diffusa la notizia per cui a far "traslocare" i due artisti fosse intervenuto niente di meno che  il Vescovo Semeraro in persona con una telefonata diretta al sindaco di Albano che avrebbe ordinato lo spostamento,

Se i protagonisti di questo contatto tra Chiesa e Stato non sono state le due massime autorità religiose e civili di Albano, diciamo un interessamento della Curia non è stato escluso dagli organizzatori: "Purtroppo sabato mattina - ci ha riferito Gianluca Pelle presidente dell'associazione XV Miglio che organizza l'evento - ho ricevuto una telefonata da un referente dell'amministrazione comunale con la richiesta di spostare lo spettacolo.  Non escludo l'interessamento della curia".

Dall'ufficio stampa del comune di Albano, contattato per chiarimenti, si esclude qualsiasi intervento diretto del Sindaco Nicola Marini, per lo più la firma di un'ordinanza con il divieto di utilizzo dello spazio di Cellomaio, ammettendo però che il cambio della piazza per lo spettacolo di Matthias Martelli è stata "una scelta di buon senso" a tutela degli attori al fine di evitare il ripetersi degli episodi di venerdì.

"Siamo attori e ci esprimiamo liberamente, faremo conoscere alle persone cosa ci è successo. Le censure contro gli attori avvenivano nel Medioevo, mentro noi nel 2015 abbiamo potuto provare il brivido che si provava quando potere politico e temporale erano un tutt'uno, vietando uno spettacolo in una pubblica piazza che è rimasta vuota", è il commento finale di Matthias Martelli e del maestro Matteo Castellan.


 

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