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Non solo musica indie, passa per i Castelli Romani il progetto di "autoproduzione letteraria"

Mario Pacchiarotti è un informatico classe 1959 che vive ad Albano e insieme a un gruppo di scrittori ha dato vito al progetto di editoria indie "Sad Dog Project"

Baby Boomers uno dei libri autoprodotti da Mario Pacchiarotti

Molti nostri lettori conosceranno sicuramente le varie esperienze di musica indipendente e di autoproduzione di album musicali, ma da qualche anno le esperienze indipendenti proprio sul modello musicale hanno contagiato anche la letteratura e passa dai Castelli Roman il progetto di autoproduzione letteraria "Sad Dog Project".

A parlacene per i lettori di Castellitoday è Mario Pacchiarotti, informatico classe 1959 con la passione per la scrittura che insieme a un gruppi di scrittori ha dato vita a questo progetto letterario del tutto innovativo.

Mario, come nasce la tua passione per la scrittura, nonostante la tua formazione e la tua professione di informatico?

Scrivere mi ha sempre appassionato anche se non era mai stato un mio sogno nel cassetto, sebbene fin daglio anni Novanta avevo iniziato a scrivere dei racconti. Poi nel 2012  con l'arrivo di Amazon in Italia ho unito la mia passione con letteratura all'informatica e ho pubblicato alcuni racconti con questa piattaforma e da lì ho continuato a scrivere.

Come nasce il progetto di autroproduzione letteraria "Sad Dog Project" di cui fai parte, progetto molto vicino a quello delle etichette di musica indie?

Come sviluppatore di software ho sempre lavorato su programmi autosviluppati, con la tecnica dello shareware. Quando ho cominciato a pubblicare i racconti con Amazon ho lavorato allo stesso modo, senza un editore. Poi dopo aver partecipato a un contest letterario ho conosciuto altri autori e lo scorso anno abbiamo iniziato ad auto-pubblicare racconti brevi che non hanno molto spazio nelle case editrici tradizionali.

Da qui nasce il nostro marchio letterario "Sad Dog Project" e subito abbiamo iniziato a lavorare come fossimo una casa editrice seppur indipendente utilizzando all'occorrenza anche editor e grafici. Noi controlliamo il processo come nelle case editrici, solo che pubblichiamo noi stessi o altri autori "indie". Proprio come fa un cantante che autoproduce il proprio disco, ma si avvale dell'aiuto di fonici e sale di registrazioni.

Una delle tue ultime pubblicazione è un romanzo distopico "Baby boomers", come nasce questo tuo lavoro letterario?

Personalmente amo molto il genere fantasy come lettore e da scrittore lo utilizzo per creare delle situazioni di ambientazione dei miei scritti. "Baby boomers" parla della mia generazione, io sono nato negli anni Cinquanta e sono quindi un "baby boomer", una generazione la più numerosa che ha rappresentato sempre un problema prima per le scuole (che erano troppo poche all'inizio), per il lavoro e poi lo sarà per la pensione. Nella distopia che ho creato gli anziani sono trattati male, ma cercano di svegliare le generazioni più giovani e si ribellano. Le persone di solito tendono a lamentarsi, ma loro stessi partecipano al degrado sociale. Il messaggio è quello di agire e non solo lamentarsi. In altri miei lavori come nella raccolta di racconti "Fughe", invece, ho cercato di collegarmi a temi di attualità come per esempio l'immigrazione dove ad essere gli "immigrati" siamo noi Europei.

 

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