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Albano e Castel Gandolfo ricordano il bombardamento di Propaganda Fide

Come ogni 10 febbraio da ormai 75 anni le comunitù di Albano e Castel Gandolfo si stringono nel ricordo delle vittime del bombardamento del collegio di Propaganda Fide

Il monumento ai caduti di Propaganda Fide

Le comunità di Albano e Castel Gandolfo si sono strette nella commemorazione delle vittime del bombardamento del collegio di Propaganda Fide del 10 febbraio 1944, uno degli eventi bellici della seconda guerra mondiale più sanguinosi per i Castelli Romani con centinaia e centinaia di vittime, che pensando di essere al sicuro, si erano rifugiate nelle Ville ponteficie.

Il suono della sirena antiarea ha squarciato il silenzio di una domenica mattina uggiosa per i Castelli Romani proprio nella stessa ora in cui 75 anni fa gli aerei delle forze alleate sorvolarono i cieli di Albano e Castel Gandolfo. L'orrore di quel bombardamento è bene impresso nei ricordi dei superstiti e di chi ha perso fratelli, genitori e semplici amici.

Lo scrittore Aldo Onorati che all'epoca aveva 5 anni ha voluto ricordare così quell'evento tragico: "Il 10 febbraio del 1944 il cielo era grigio. Mi trovavo, con mamma e papà, al cimitero, ad Albano, davanti alla tomba di mio nonno Luigi Onorati, morto prima ch'io nascessi. A un certo momento della mattinata, un urlo di mia madre -scrive il professore sul suo profilo facebook - Gli occhi andarono in direzione di Castel Gandolfo, verso Propaganda Fide: un polverone si alzava nell'aria nuvolosa e tuoni di bombe echeggiavano allargandosi intorno. Avevo cinque anni. La Natura difende a suo modo l'innocenza dell'età, per cui, incuriosito da quelle esplosioni (alle quali, tra l'altro, ero abituato insieme alle fughe e alle paure), noncurante delle urla materne e dello stupore paterno, corsi verso quella specie di vortice. Il cimitero, però, era cinto dal muro, e mio padre mi riacchiappò spiegandomi la crudele realtà della situazione".

"I miei ricordi bellici si affollano ancora nella mente, e riaffiorano, nei sogni. La guerra segna intera l'esistenza, specie se sei al dischiudersi della sacra infanzia. Apprezziamo la pace che da 74 anni gode gran parte d'Europa! Difendiamola. E voi giovani amatela come la vita stessa, che è una soltanto, irripetibile, ricca di sensazioni e meravigliosa anche nelle difficoltà", conclude così con un messaggio rivolto alle giovani generazioni.

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