La nostra testata ha recentemente documentato lo stato di abbandonoe degrado della villa di Pompeo Magno che dovrebbe essere uno dei fiori all'occhiello dei siti archeologici di Albano, ma che si trova sommersa dai rifiuti ed è una vera e propria latrina a cielo aperto, come documentano le foto scattate due giorni fa. Oltre al danno la beffa, perché sembra che sull'area non gravi il vincolo paesaggistico archeologico come rilevato da uno studio condotto dall’Assessorato all’Ambiente e Patrimonio Archeologico di Albano, e la Soprintendenza Archeologica del Lazio.
“Da un’analisi approfondita - dice l'assessore Claudio Fiorani - è emerso che la Villa di Pompeo, uno dei più importanti monumenti dei Castelli, non risulta sottoposta a vincolo archeologico nell’ambito del Ptpr, il Piano territoriale paesistico regionale. L’area dove sorgono i resti della Villa, infatti, pur essendo interessata da vincolo archeologico generale, nel Ptpr appare vincolata soltanto come area boscata e non risulta essere sottoposta a vincolo archeologico”.
“Si tratta certamente di una svista alla quale chiediamo all’assessore regionale all’Urbanistica di porre rimedio al più presto elaborando quanto prima una proposta di adeguamento del Ptpr - ha aggiunto Filiberto Zaratti, Consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà - Con l’occasione procederemo anche a una verifica dello status amministrativo anche di altri siti e ville monumentali”.
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1 Commenti
Feedil grillo Sparlante Albano Sono due anni che il sottoscritto denuncia questo crimine contro i beni archeologici della città di Albano. Ma nulla è valso considerando che sia il PD, che il SEL non hanno rinunciato a servirsi della villa per le loro feste politiche. Vorrei solo ricordare che i danni alla villa di Pompeo sono stati commessi proprio in conrrispondenza delle numerose feste estive, (sono state addirittura tolte le panchine per dare spazio ai gazebo) e dei luna park invernali concesse dall'attuale amministrazione senza mettere in protezione i reperti archeologici. Quindi le responsabilità del degrado vanno cercate dentro palazzo Savelli. La giornalista di questo articolo, per dimostrare la sua imparzialità, e confermare la sua alta professionalità dodrebbe quanto meno accennare alle suddette feste come causa di tanto degrado.