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Case abusive ai Castelli Romani, è l'ora delle demolizioni: arriva la stretta dei sindaci

Lo scorso giugno la Regione Lazio e la Procura di Velletri hanno firmato un protocollo d'intesa per contrastare in maniera coordinata il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Nei Castelli Romani l'azione della procura ed enti locali inizia a dare i suoi frutti

Sono passati poco più di sei mesi  da quando la Regione Lazio e la Procura della Repubblica di Velletri hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per contrastare in maniera coordinata il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Una collaborazione nata con l'intento di velocizzare l'esecuzione delle sentenze di demolizione dei manufatti abusivi che purtroppo sono diffusi in tutto il territorio dei Castelli Romani, sopratutto in quei comuni con ampie zone boschive o di campagna.

Nelle ultime settimane il protocollo d'intesa ha iniziato a dare i suoi frutti e dopo una serie di incontri trai sindaci dei Castelli Romani e la Procura di Velletri, ogni Comune ha ricevuto un elenco delle sentenze di demolizione a cui dare repentina esecuzione, ottemperando tra l'altro alle richieste di condono ancora in sospeso.

LE LETTERE DI RIGETTO DEL CONDONO A ROCCA PRIORA - Trai primi comuni ad operarsi ed attivarsi c'è stata Rocca Priora che nei giorni scorsi ha inviato le prime lettere di  rigetto delle istanze di condono.  Quasi 200 i cittadini che hanno ricevuto la comunicazione. 

"Per quanto riguarda il comune di Rocca Priora, le lettere di rigetto dell'istanza di sanatoria in base alla legge 326 sono circa 38 - spiega il sindaco Damiano Pucci contattato dal nostro giornale - Le altre istanze si riferiscono a costruzioni al di fuori di ogni legge di sanatoria e con ordinanze di demolizione in atto". 

"Nello specifico si tratta di una procedura avviata dalla Procura di Velletri che riguarda circa 180 casi di abusi commessi sul territorio del comune dal 2001 al 2015 per i quali c'è una sentenza di demolizione. Gli uffici comunali stanno lavorando alle relazioni richieste per tutti i casi". 

"La lotta all'abusivismo edilizio è centrale nell'azione di questa amministrazione, soprattutto alla luce delle nuove varianti speciali approvate nell'estate scorsa, il cui obiettivo fondamentale è quello di portare servizi primari in alcune zone del paese che si sono sviluppate attraverso edilizia spontanea, sanata nel corso degli anni", conclude il primo cittadino.

ABUSIVISMO ED EMERGENZA ABITATIVA - A mettere in luce le numerose conseguenze che la lotta all'abusivismo pone alle amministrazioni comunali è il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli, che guida una delle amministrazioni più virtuose nella difesa del territorio.  

"Siamo trai comuni virtuosi dei Castelli Romani sul tema del contrasto all'abusivismo edilizio - afferma con orgoglio il sindaco ariccino - Al momento abbiamo 17 demolizioni previste da sentenze. Tra queste alcune sono piccoli abusi, in altri casi sono vere e proprie speculazioni edilizie. Sugli aspetti della demolizione di questi edifici ho cercato di coinvolgere  anche il Consiglio Comunale perché l'abbattimento degli edifici abusivi ha anche altri risvolti per le amministrazioni comunali tra cui quello dell'emergenza abitativa". 

"Se abbatto una costruzione dove vive una famiglia con tre figli si pone un problema a cui come amministrazione devo far fronte. Non è solo la demolizione in sé, ma tutto quello che ne consegue. Nelle more della demolizione la legge impone l'acquisizione al patrimonio del Comune che implica che nel caso in cui l'abitazione sia occupata il pagamento di un canone da parte degli occupanti che non ne sono più proprietari o ancora la destinazione a pubblica utilità che potrebbe presupporre una destinazione per fini di residenze abitative", spiega il primo cittadino. 

Il sindaco di Ariccia rivolge un invito ad azioni più tempestive anche da parte dei tribunali amministrativi e degli uffici regionali. "Al di là di questi aspetti plaudo all'iniziativa della Procura di Velletri perché è un forte deterrente contro il fenomeno dell'abusivismo, però c'è bisogno di un'azione solerte non solo dei comuni, ma anche dei tribunali amministrativi e degli enti sovracomunali" .

"Spesso i Tar affrontano i casi di abusivismo con continue sospensive rinviando la decisione definitiva, basti un esempio: nel territorio ariccino abbiamo l'esempio di una fabbrica abusiva di 8 mila metri quadrati (il Centro Grassi ndr) che continua ad essere operativa e poi si chiede l'abbattimento di un'abitazione di 100 metri quadrati. La gente non capirebbe. Anche gli enti sovracomunali in primis la Regione deve con velocità prendere decisioni su varianti, piani regolatori e piani paesistici che non possono restare sospesi per 30 anni". 
"Non stiamo andando avanti e spero anche nel migliore dei modi per tutti in modo che si possa veramente tutelare il paesaggio", conclude Cianfanelli.

IL NUCLEO DI VIGILANZA DEL COMUNE DI ALBANO - Ad Albano ci spiega l'assessore all'urbanistica Stefano Iadecola sono in stato molto avanzato per quanto riguarda l'esecuzione delle sentenze di demolizione e hanno attivato un nucleo di vigilanza del territorio. 

 "Secondo i dati pervenuti presso il  nostro ufficio per conto della  Procura di Velletri, l’elenco  comprende un numero di 14 procedimenti, di  cui 10 sono stati già ottemperati e le altre risultano essere in fase  di definizione - spiega l'assessore - Per    quanto  riguarda  il  controllo  del  territorio, per  prevenire    fenomeni  di abusivismo edilizio, nel Comune di albano Laziale è stato istituito un apposito Nucleo di Vigilanza, composto  da  personale  del   Servizio III e  dal  Comando  di  Polizia  Municipale". 

"Il  nucleo  di Vigilanza con competenze relative alle attività di accertamento  ed adozione  dei provvedimenti necessari  in  materia  di  abusivismo  edilizio, svolge tale controllo in base ad un programma elaborato annualmente - spiega Iadecola - In conseguenza dell’ottima attività repressiva svolta, si è così determinata  una  forte  diminuzione del  fenomeno  dell’abusivismo edilizio nel  Comune  di Albano, tanto che è stato riconosciuto dal  Procuratore  della repubblica di Velletri come l’Ente con il minor tasso di abusivismo edilizio".
 

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