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Monte Compatri: in consiglio comunale con il neonato, non s'ha da fare!

Nella seduta del consiglio comunale dello scorso 30 novembre, la consigliera Agnese Mastrofrancesco ha portato con sé il figlio di due mesi, presenza non del tutto tollerata dal presidente Marco De Carolis

La seduta del consiglio comunale di Monte Compatri del 30 novembre

Da ormai diversi anni in diversi paesi europei, le neomamme e i neopapà deputati portano i loro figli neonati durante le sedute parlamentari, anche per testimoniare come sia difficile la conciliazione dei tempi di vita privata e pubblica.

Lo scorso 30 novembre a portare con sé in consiglio comunale il figlio neonato di neanche due mesi, è stata la consigliera comunale, nonché assessora, di Monte Compatri Agnese Mastrofrancesco. Una novità che però non è piaciuta al presidente del consiglio comunale Marco De Carolis che ha invitato la consigliera a far smettere di piangere il piccolo, visto che ne era stata tollerata la presenza. 

La consigliera Mastrofrancesco: "Il Presidente De Carolis non imparziale"

A seguito dei fatti verificatesi durante la seduta del Consiglio comunale, la consigliera Mastrofrancesco ha pubblicato un lungo sfogo sul suo profilo Facebook dove esprime tutta la sua amarezza per l'accaduto, allegando il video della seduta del Consiglio Comunale. 

“Di certo Marco De Carolis non sa cosa vuol dire essere madre. Perché sono questo ma sono anche un assessore che, sabato 30 novembre, è presente nell’aula di Tinello Borghese per l’assise del Comune Di Monte Compatri, per portare avanti progetti per la comunità. Sono presente con mio figlio che non ha neanche 60 giorni", scrive la Mastrofrancesco.

"Dopo aver assistito a un atteggiamento mai imparziale, il Presidente del Consiglio si è permesso di rivolgersi a me dicendo di trovare il modo di far stare zitto il mio secondo ometto. Far tacere un piccolo di 52 giorni, che non può fare a meno della mamma, a 240 ore dalla giornata dei diritti dell’infanzia. Non solo. Lo ha fatto nella settimana della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: secondo me, anche questo è violenza.  Credo sia ora di dire basta all’arroganza di chi gestisce il Consiglio con un regolamento a sua immagine, come se fosse un primus inter pares. Ma non lo è".

"Nel resto del mondo si può adempiere ai propri doveri istituzionali con figli al seguito. Questo deve essere possibile anche a Monte Compatri e non sarà certo un presidente del consiglio comunale che veste i panni del burocrate a fermare il vento che soffia verso il futuro".

Solidarietà da parte del sindaco Fabio D'acuti

"Solidarietà all'amica e collega di giunta Agnese Mastrofrancesco, oggetto di una squallida e vergognosa attenzione da parte di chi dovrebbe garantire l'imparzialità dei lavori del Consiglio del Comune Di Monte Compatri: ma lo dimentica. E dice ad Agnese di trovare il modo di far star zitto il piccolo Leo, che non ha neanche 60 giorni lo scrive il sindaco Fabio D'Acuti - Agnese è qui, in aula consiliare di sabato pomeriggio, per adempiere ai suoi doveri istituzionali: ma è madre. Ed anche questa è violenza contro la donna".

Il Presidente De Carolis: "La presenza dei neonati vietata dal regolamento del Consiglio"

Il Presidente del Consiglio Comunale Marco De Carolis, accusato di non aver tollerato la presenza in aula del neonato, spiega come il Regolamento comunale non ne permetta la presenza: "Durante i lavori del Consiglio Comunale l'assessore Mastrofrancesco partecipava alla seduta accompagnata da suo figlio di appena due mesi. Ciò non sarebbe permesso in quanto il Regolamento del Consiglio Comunale vieti secondo l'art. 51 che il pubblico, come deve essere considerato il neonato in questione, deve restare nell'apposito spazio riservato appunto al pubblico. Per questa ragione il sottoscritto parla di 'tolleranza'. Naturalmente ho permesso detta presenza per consentire all'Assessore Mastrofrancesco di partecipare alla seduta del Consiglio Comunale". 

"Tuttavia dopo qualche ora i ritmi della discussione hanno spazientito (giustamente) il neonato che ha iniziato a lamentarsi (ripeto a ragione). A questo punto ho guardato l'assessore Mastrofrancesco che, scusandosi per il disagio e interpretando il mio sguardo, ha fatto una battuta dal tono scherzoso. Io, allo stesso modo scherzando ho replicato con la battura (quella incriminata). Ma si è trattato semplicemente di una replica ad una battuta scherzosa. Lo testimonia il mio sorriso subito successivo che non era di scherno ma evidenzia semplicemente un contesto tranquillo e sereno". 

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"Assolutamente invece infamante è stata la strumentalizzazione successiva che lo stesso assessore, il sindaco e altri consiglieri che, estrapolando una battuta dal contesto in cui questa è stata fatta, non hanno esitato ad utilizzare un neonato per gettare fango sulla mia persona e sul ruolo che cerco umilmente di svolgere all'interno del Consiglio Comunale. Giungendo addirittura a porre in cattiva luce la mia figura di genitore", chiosa l'ex sindaco di Monte Compatri.

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