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Parco dei Castelli inattivo? Sandro Caracci risponde alla lettera degli ambientalisti

Sandro Caracci, commissario del Parco dei Castelli Romani, è pronto al confronto con le associazioni che lo hanno accusato di inattività e immobilismo amministrativo

Sandro Caracci

Alcune settimane fa le associazioni ambientaliste dei Castelli Romani hanno inviato al  nuovo Commissario del Parco, Sandro Caracci, una lettera aperta chiedendo spiegazioni sul futuro della gestione dell'ente Parco, sulla lotta all'abusivismo e alla tutela dei confini del parco stesso. Nel giorno di San Francesco è arrivata una nuova lettera indirizzata a Sandro Caracci in cui lo si accusava di immobilismo amministrativo.

Gli ambientalisti puntano il dito su alcune procedure di silenzio-assenso a livello urbanistico: " Un meccanismo che da solo denuncia in maniera manifesta la completa inazione dell’Ente e delle persone che dovrebbero dirigerlo. Un atteggiamento di totale passività che ha effetti devastanti sul territorio, sul quale potrebbero essere riversati decine, o centinaia di migliaia di metri cubi, senza la preventiva azione di controllo, alla quale il parco è specificamente preposto e obbligato per legge".

Vengono inoltre sollevati dubbi per quanto riguarda la possibile deroga di navigazione sul Lago Albano, nessuna novità per il Piano di assetto del parco, insomma per gli ambientalisti: "In buona sostanza, i segnali che si percepiscono rispetto alle attività del Parco appaiono contraddittori e scarsamente indirizzati ad azioni di trasparenza e tutela ambientale. Un Parco così, che esprime positività solo con le visite guidate (il cui programma è stato finalmente ripreso dopo tre lunghi anni di inspiegabile scomparsa) e poco altro, non ci piace. Non può piacerci. È l’esatto contrario di quello per cui ci siamo battuti per anni". La richiesta che giunge al commissario è quella di elaborare il prima possibile un piano di rilancio del parco.

Sandro Caracci ha risposto  rendendosi disponibile alle domande poste su quali saranno gli obiettivi futuri del Parco, ma critica la lettera aperta "ricevuta" perché  "non voler ascoltare cosa ho da dire, continuando a pubblicare polemiche fini a se stesse, sia fare il gioco di qualcuno che da tutto è spinto tranne che dall'interesse per lo stato di salute del Parco dei Castelli Romani. Avrei ben accettato la lettera aperta quale contributo alla discussione e all'approfondimento di tematiche relative alla vita del Parco ma, per come è stata impostata, sembra essere rivolta più al Commissario precedente che non al sottoscritto, visto che ho assunto questo incarico soltanto il 5 agosto 2013".

"Se, come sono certo, siamo tutti in perfetta buona fede, mi chiedo, e chiedo alle associazioni e personalità firmatarie della Lettera aperta, come sia possibile valutare l'operato di un Ente, di un qualsiasi Ente, in due mesi, e senza aver mai chiesto a chi quell'Ente è stato chiamato a gestirlo cosa sta facendo e farà ", scrive Sandro Caracci invitando le associazioni a un confronto vis à vis.  Per gli attacchi ricevuti a Sandro Caracci è giunta la solidarietà del Partito dei Comunisti italiani di Marino.

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