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Rocca di Papa, il sindaco contro tutti: "Voglio abbattere le antenne"

Il sindaco di Rocca di Papa ha voluto ribadire la sua posizione sull'annosa questione delle antenne di Monte Cavo: "Sono stato eletto per togliere le antenne"

Le antenne di Monte Cavo

Le antenne di Monte Cavo, annosa questione che nonostante passino gli anni e cambino le amministrazioni comunali si trova sempre al centro del dibattito politico a Rocca di Papa e dopo l'ultimo consiglio comunale giunto all'apice di mesi di dibattito sulla questione, il sindaco Emanuele Crestini ha voluto ribadire la sua ferma volontà di abbattere le antenne.

"Sono stato eletto con un mandato preciso: quello di togliere le antenne. Questo era un punto su cui mi sono impegnato già da consigliere di opposizione. Come candidato sindaco ho ottenuto consensi e voti anche per questo. E da sindaco, come potrei tollerare una situazione come quella che si è stratificata negli ultimi 40 anni? - non usa mezzi termini il primo cittadino - Dobbiamo recuperare l’integrità e la bellezza di questi luoghi, il territorio della nostra comunità. Anch’io vivo qui, con la mia famiglia. Le antenne devono andare via!"

Diverse sentenze amministrative hanno stabilito la necessità di abbattere le antenne, ma nonostante le ordinanze degli anni scorsi nulla è stato fatto. Le opposizioni in Consiglio Comunale compatte chiedono l'abbattimento delle antenne come dall'ultima sentenza del Consiglio di Stato del maggio scorso, ma sono fermi su un punto: non devono essere delocalizzate in altre aree comunali per fare cassa, deve prevalere la tutela della salute. Rischio paventato nel Documento di Programmazione Unica dello scorso aprile in cui si parla proprio di delocalizzazione delle antenne più che ragioni ambientali paesaggistiche, per motivi di bilancio.

Da parte sua il sindaco Crestini ha chiesto collaborazione tra istituzioni sovracomunali: "Siamo più vicini all’abbattimento. Quello vero. Occorre però mettere a punto alcune strategie amministrative. Le dobbiamo concordare con istituzioni come la Regione e alcuni ministeri, che hanno voce in capitolo sul tema. Ecco perché è stato necessario aprire un dialogo con queste istituzioni, finalizzato alla demolizione delle antenne".

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