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I Castelli Romani celebrano il bimillenario dell'imperatore Augusto

L'Archeoclub ariccino-nemorense ha presentato il programma 2014 per celebrare il bimillenario augusteo, per l'imperatore che ha avuto un fortissimo legame con i Castelli Romani

E' stato presentato lo scorso venerdì  nella Sala Bariatinsky del Palazzo Chigi ad Ariccia, il programma di eventi culturali messo a punto dall'Archeoclub d’Italia Aricino-Nemorense per celebrare il “Bimillenario Augusteo” in memoria del primo imperatore romano che  pochi sanno aver avuto un forte legame con i Colli Albani, quelli che poi divennero i Castelli Romani in epoca medievale.

Ottaviano Augusto, era legato ai Colli Albani in particolare a Velitrae, l'odierna Velletri, dove era nato suo padre, Gaio Ottavio, e ad Aricia, oggi Ariccia, patria natale di sua madre Attia, nipote di Giulio Cesare, che lo adottò, alla morte di Ottavio, aprendogli la strada verso il principato.

Durante tutto il 2014 si susseguiranno una serie di iniziative culturali  promosse da un apposito Comitato a cui partecipano comuni e associazioni con lo scopo di rievocare la figura e le gesta di Augusto, con il duplice scopo di valorizzare e rivalutare i beni archeologici del territorio dei Castelli Romani, gioielli unici al mondo.

Tra i tanti appuntamenti in calendario conferenze a tema tenute da docenti, ricercatori universitari, archeologi, speleologi, visite guidate ai monumenti augustei di Roma e alle mostre tematiche, attività didattiche per i ragazzi, archeoteatro, viaggi culturali alla ricerca delle testimonianze di età augustea in Italia, letture dei poeti augustei all’interno della Locanda Martorelli di Ariccia, ed altre iniziative estive che avranno come scenario il Parco Chigi. 

Culmine degli eventi  la II° edizione delle rievocazione storica delle Feriae Latinae, che sarà incentrata su Ottaviano Augusto colui che, console ad appena vent’anni, fu capace di realizzare l’unità dell'Impero Romano, contrassegnato da un lungo periodo di pace e con un’amministrazione efficiente. Basti pensare che il rinnovamento urbanistico che il princeps operò a Roma, trasformando la città di mattoni in quella di marmo, divenne un modello per tutte le città dell’Impero così come la nuova cultura e il nuovo linguaggio figurativo, che caratterizzarono l’età augustea, è tutt’ora alla base della civiltà occidentale.

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