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Ariccia: la "bella ritrovata" ritorna a Palazzo Chigi

Mercoledì 10 aprile, ore 11,30, si terrà presso Palazzo Chigi in Ariccia la cerimonia di riconsegna da parte del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo del Ritratto di Marta Ghezzi Baldinotti

Il Ritratto di Marta Ghezzi Baldinotti

La bella ritrovata è Marta Ghezzi Baldinotti il cui ritratto, opera del noto pittore e ritrattista Ferdinand Voet (Anversa 1639 – Parigi 1689), era stato trafugato da Palazzo Chigi ben 32 anni fa. Ora il dipinto verrà riconsegnato il prossimo 10 aprile in una cerimonia pubblica da parte del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo e tornerà a dare bella mostra di sé nella celebre"galleria delle belle" del Palazzo Ariccino da cui era stato rubato insieme ad altri dipinti.

Il furto avvenuto nel 1986

La serie di ritratti di dame romane dette “le belle”, commissionata dal cardinale Flavio Chigi nel 1672 e ampliata fino al 1678, si componeva originariamente di 37 dipinti. Nella notte fra il 3 e il 4 marzo 1986 la raccolta fu decimata da un furto in cui vennero sottratti 20 ritratti. Il 28 dicembre 1988, all’atto di acquisto da parte del Comune di Ariccia del Palazzo Chigi, la serie era composta di sole 11 tele. Sei dipinti furono donati il 27 novembre 1991 dal principe Agostino Chigi per integrare la serie, mentre altri 10, recuperati dal furto, sono stati acquisiti dal Comune di Ariccia con atto di compravendita del 19 novembre 1999. Mancavano all’appello ancora 10 ritratti, tra cui quelli di Maria e Ortensia Mancini ispiratrici della serie, che si riducono a 9 dopo il brillante ritrovamento del quadro della Marta Ghezzi Baldinotti.

Il ritrovamento presso un antiquario a Palermo

La tela è stato rinvenuta presso un antiquario di Palermo e alcuni segni distintivi tra cui la scritta identificativa della dama sul retro del quadro non hanno lasciato dubbi sull'autenticità dell'opera: era proprio uno dei dipinti di Palazzo Chigi. 

I quadri della “galleria delle belle”, secondo un Decreto di Vincolo del Ministero per i beni Culturali del 31 gennaio 1981, assieme ad una selezione di altre opere, sono connessi al palazzo Chigi “con cui formano un unico complesso inscindibile di eccezionale interesse ambientale e costituiscono un documento di singolarissimo interesse per la storia del gusto e del collezionismo e la conoscenza dell’arte del Seicento romano”. Da qui la doverosa riconsegna da parte dell'Autorità giudiziaria di Palermo. 
 

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