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Frascati: dopo 32 anni la cooperativa Arcobaleno rischia la chiusura

32 anni di solidarietà e assistenza sociale per la cooperativa Arcobaleno di Frascati che rischia la chiusura a seguito di una serie di bandi e gare di appalto che hanno visto vincitori esterni ai Castelli Romani

Il logo della cooperativa Arcobaleno (Foto da Facebook)

Era il 1982 quando un gruppo di ragazzi decide di occuparsi sottoforma di volontariato dell'assistenza agli anziani non autosufficienti di Frascati, era il primo nucleo della futura cooperativa Arcobaleno che in quasi 33 anni ha supportato attività di solidarietà e assistenza sociali non solo sul territorio frascatano, ma anche nei vicini paesi dei Castelli Romani.

Purtroppo dopo così tanti anni di onorato servizio, una delle cooperative di eccellenza del territorio per la gestione dei servizi sociali rischia di chiudere a causa di una serie di gare di appalto che hanno visto vincitori esterni ai Castelli Romani e hanno fatto perdere alla cooperativa molti servizi.

Ubaldo Lucci è il presidente della cooperativa Arcobaleno e ha rilasciato al nostro giornale un'intervista per illustrare le tante attività svolte in questi anni che rischiano di cessare, disperdendo un patrimonio di conoscenze e professionalità.

La cooperativa Arcobaleno vanta un'esperienza ultradecennale nell'assistenza sociale. Quali servizi avete fornito negli anni per la cittadinanza di Frascati?

La cooperativa nasce 32 anni fa da alcune esperienze di volontariato. All’epoca iniziava a farsi strada il servizio di assistenza domiciliare a persone non autosufficienti e da questo servizio inizia la storia della Coop. Arcobaleno. Iniziammo a sperimentare per conto nostro un servizio che permettesse di accudire a casa propria persone anziane, disabili e socialmente svantaggiate. Dopo la nostra sperimentazione facemmo un report sulle esigenze emerse e proponemmo all’amministrazione comunale di Frascati (la nostra città) di provare a farsene carico. Da quella proposta nacque un piccolo servizio che dopo un paio d’anni crebbe e portò all’affidamento attraverso lo strumento della gara d’appalto. Da allora abbiamo sempre vinto la gara, normalmente triennale, per l’affidamento di questo servizio che, a Frascati, è passato dalla decina di persone assistite nel 1988 alle circa 130 assistite nel 2014.

Contemporaneamente (nel 1989) all'assistenza domiciliare il comune mise a bando anche il servizio di assistenza di base agli alunni disabili frequentanti le scuole dell’obbligo comunali e noi ce lo aggiudicammo e da una gara d’appalto all’altra, di triennio in triennio, lo abbiamo svolto fino al 2011.

Debbo però anche dire che questi due servizi dall’anno 2000 sono messi a bando non più soltanto dal comune di Frascati, bensì dai sette comuni del distretto socio sanitario RMH1 in forma consortile. Quindi la nostra cooperativa, aderendo al nuovo sistema consortile adottato dai comuni, si è fatta  promotrice della creazione di un consorzio territoriale “Idea Sociale Castelli” al quale aderirono le più importanti Cooperative Sociali del territorio ed insieme abbiamo continuato ad aggiudicarci gli appalti ed a svolgere  questi servizi un dutto il distretto (Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Monte Compatri, Monte Porzio Catone e Colonna). Oltre a questi due servizi la cooperativa Arcobaleno ha anche gestito, vincendo gare d’appalto, l'asilo nido comunale di Frascati, il servizio educativo domiciliare a favore di  minori con difficoltà sociali, i servizi diurni diffusi per persone con disagio psichiatrico, i centri di aggregazione giovanile, l'assistenza scolastica specialistica a favore di studenti disabili iscritti agli istituti di scuola media superiore del nostro territorio, il centro diurno distrettuale per disabili adulti gravi e il centro di accoglienza per persone ad alto rischio di esclusione sociale oltre a una serie di altri piccoli servizi tutti nel nostro territorio.  

Cosa è successo con i nuovi bandi di attribuzione dei servizi di assistenza del Comune di Frascati che hanno visto altri vincitori?

Non sappiamo cosa stia succedendo. Molto probabilmente i bandi ultimi non hanno tenuto conto che, a causa della grossa partecipazione di cooperative provenienti da tutta Italia, occorrerebbe mettere criteri di partecipazione e criteri per l’attribuzione dei punteggi che vadano a premiare quelle cooperative che offrono servizi, strumenti e modalità di lavoro realmente realizzabili e che abbiano una valenza concreta e diretta rispetto al servizio vero e proprio con l’utenza. Rispetto a questo penso sia anche opportuno sottolineare che dovrebbero essere premiate tutte quelle azioni che si propongono nei progetti e che siano verificabili. Questo vuol anche dire che l’ente appaltante dovrebbe prendersi l’impegno, in corso d’opera, di andare a verificare se l’ente vincitore del bando rispetta tutte ciò che il bando stesso prevedeva e se rispetta tutto quello che ha proposto nel progetto che risulta vincitore. Faccio un esempio: dichiarare sul progetto di impegnarsi a dare a tutti gli operatori un numero tot di ore di formazione annue e poi non farle è una furbata che aiuta a prendere i punti necessari ad aggiudicarsi l’appalto senza però essere costretti a rispettare  l’impegno. Tanto chi controlla? Oppure dire di mettere a disposizione un sito web che racconti quotidianamente il servizio che si realizza e poi non farlo è scorretto, ma sempre muove dal principio che tanto alcuni strumenti non sono necessari e pertanto nessuno li chiederà e nessuno ne controllerà la realizzazione.

Inoltre le gare d’appalto non riconoscono più alcun punteggio sull’aspetto della territorialità, vale a dire che chi sta da una vita su un territorio in sede di gara d’appalto vale quanto l’ultima cooperativa che viene da chissà dove (Italia o estero è uguale) anche se non ha alcuna cognizione del territorio dove dovrebbe operare, non ne conosce la cultura, non fa parte delle reti che, immancabilmente e fortunatamente, si creano tra soggetti che operano negli stessi paesi e città.
E poi, scusate l’impertinenza, ma non definire criteri precisi di giudizio sulle varie componenti richieste in un bando  e che danno punteggio lascia troppo spazio alla discrezionalità della commissione che spesso premia i “congiuntivi anziché i condizionali”, premia “la veste grafica più ricca invece del contenuto”, premia “il fumo anziché l’arrosto” e, mi domando, dietro a tutto ciò può o no nascondersi una regia? Le vicende accadute a Roma negli ultimi mesi lasciano molto riflettere.

Pensa che il "nuovo corso" del centro-sinistra di Frascati abbia influito sugli esiti dei bandi di gara?

Con le ultime tre giunte, tutte di centro sinistra, la cooperazione del territorio e la nostra cooperativa Arcobaleno hanno sempre perso servizi a favore di altri soggetti non del territorio. Prima la gestione dell’asilo nido di Frascati, poi l’assistenza scolastica agli alunni disabili delle scuole dell’obbligo nei sette comuni del distretto e adesso in ultimo anche l’assistenza domiciliare in tutti e sette i comuni del distretto, ognuno di queste gare con una giunta diversa. Quindi che dire su questo nuovo corso? Certamente, almeno rispetto ai temi sociali, non conosce bene l’argomento, il tema e le strutture comunali e sovra comunali delle quali si fa parte e delle quali ci si dovrebbe servire dando però il proprio contributo d’idee e di “politiche” da seguire.

Quale sarà e potrà essere il futuro della vostra cooperativa?

La nostra cooperativa fin dalla sua nascita ha puntato su alcuni punti cardinali che ad oggi sembrano compromessi. La scelta di stare su un territorio definito, nel quale si è radicati e del quale si è innamorati; la scelta di dedicarsi soltanto a persone che vivono un forte disagio anche economico e delle quali si deve far carico l’Ente Pubblico; la scelta di dedicarsi a far bene le cose che si è chiamati a fare senza pensare all’utile, siamo molto poco  “Impresa” perché tutto quello che riusciamo a guadagnare lo reinvestiamo nel sociale nella nostra città, a servizio dei cittadini; la scelta di dedicarsi a rendere sempre più funzionale una rete di tutti quegli Enti, Cooperative, Associazioni e singoli che nella nostra città si occupano, a vario titolo e a vari livelli, degli ultimi degli emarginati. Ci stiamo rendendo conto che tutte queste scelte oggi hanno senso solo per noi che ci crediamo.

Allora di fronte al momento di crisi stiamo cercando di mantenere vive le attività che facciamo e, al tempo stesso, inventarcene altre da proporre magari anche privatamente. Restano attivi tutti i nostri laboratori già attivi da molti anni  fino ad oggi assolutamente gratuiti per tutti, ma che invece da oggi in poi prevederanno una quota di partecipazione a favore della cooperativa: laboratorio di ballo per persone con disabilità; laboratorio di espressione grafico-pittorica per persone con disabilità; laboratorio musicale “Ladri di Carrozzelle” per insegnare a persone disabili a fare spettacolo attraverso la musica, a poter sostenere l’impatto del pubblico durante uno spettacolo dal vivo; attività sportive integrate con il nostro gruppo “Special Olympics”. Diamo la possibilità di fare sport alle persone con più problemi; nuoto, calcio, atletica, bowling, rugby, baxe, arti marziali.

Gestiamo ancora piccoli progetti per il piano di zona e il Comune di Frascati tra cui il centro diurno per disabili adulti, il centro d’incontro per persone a rischio di esclusione sociale, sostegno didattico per alunni con difficoltà sociali, stiamo puntando a un progetto di sostegno psicologico a costi sociali; abbiamo attivato corsi yoga, di meditazione e rilassamento, percorsi olistici; stiamo attivando servizi alle persone per l’aiuto nelle attività quotidiane, per esempio aiuto per la spesa, per pagamento delle bollette, per ritiro farmaci, disbrigo pratiche, accompagno a presidi sanitari e diagnostici.

Partirà a giorni un progetto per trasmettere le competenze artigianali dalle vecchie alle nuove generazioni con corsi pratici di falegnameria, intreccio, ricamo, rilegatoria; nelle nostre sedi sono presenti due CAF e patronati anche convenzionati con il comune di Frascati

Poi abbiamo tanti giovani tra i nostri operatori ed i nostri volontari ai quali abbiamo chiesto di traghettare la cooperativa in questo momento in cui sta proprio cambiando il modello di welfare così come è stato realizzato in questi ultimi trent’anni. Siamo certi che queste nuove generazioni, insieme alla vecchia guardia in sintonia ed in ascolto anche delle esigenze che emergono dalla gente, sapranno inventare nuovi servizi ed aprire nuovi orizzonti.

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