Castelli Today

Informazione e legalità: se n'è parlato a Genzano domenica scorsa

Come tutelare i giornalisti e il loro lavoro dalle minacce della criminalità organizzata? E' il tema del convegno promosso dal Movimento 5 stelle in collaborazione con Ossigeno per l'informazione

Alcune foto del convegno promoso dal Movimento 5 stelle di Genzano "Le voci della legalità"

“Le voci della legalità” sono  le voci dei giornalisti in prima linea a livello locale per raccontare le inchieste contro i potentati locali, la criminalità organizzata e gli attacchi al territorio. Voci che spesso non sono tutelate e sono messe a tacere, come quella di Gabriele Mancini che in queste ore impegnato in un reportage sulle discariche abusive nella zona di Latina è stato aggredito e la sua macchina fotografica distrutta. 

Di questi temi se n'è parlato domenica scorsa in un convegno promosso dal Movimento 5 stelle di Genzano in collaborazione con Ossigeno per l'informazione, con ospiti i giornalisti Nello Trocchia, Vincenzo Arena e Alberto Spampinato e i senatori Elena Fattori e Vito Crimi. 

Un dibattito molto partecipato dove sono stati diversi i temi affrontati nel rapporto tra lavoro giornalistico e legalità: l'insufficienza della tutela per chi fa dell'inchiesta il suo mestiere, la tendenza da parte delle organizzazioni criminali a voler controllare l'informazione, lo svilimento della figura del cronista in un contesto lavorativo precario e sottopagato, gli esempi di come l'inchiesta giornalistica sia utile anche per le indagini delle procure, il condizionamento dei giornalisti locali, l'abbassamento della qualità dell'informazione, la suddivisione tra giornalisti e giornalisti impiegati che si fa sempre più evidente. 

"Io non mi offendo se si parla male dei giornalisti che fanno male il proprio lavoro, come voi del M5S non vi offendete se dico che esistono politici disonesti, proprio perché questo non è il vostro caso”, ha detto durante il dibattito il giornalista Alberto Spampinato, che ha visto suo fratello ucciso dalla mafia nel 1972, aprendo una riflessione sul lavoro attuale del giornalista.

Il Movimento 5 stelle ha voluto lanciare un messaggio alla stampa castellana che non ha preso parte all'evento: "Noi vorremmo che ci fosse davvero maggiore libertà da parte dei giornalisti. La critica è giusta quando non strumentale ad altri interessi, l'assenza oggi della stampa dei Castelli è emblematica: io non credo che sia un discorso di disinteresse”, ha detto l'attivista Daniele Lorenzon.
 

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