L'assessore Filippo Mevi cacciato dal consiglio comunale di Grottaferrata

Allontamente coatto dal consiglio comunale e dai banchi della giunta per l'assessore Filippo Mevi che per una setenza del Tar è ancora assessore nonostante la revoca voluta dal sindaco Mori

di Francesca Ragno 31/01/2012
Filippo Mevi dell'Italia dei valori
Filippo Mevi dell'Italia dei valori

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La sentenza del TAR del Lazio numero 642 del 2012 ha stabilito che Filippo Mevi, ex assessore all'urbanistica di Grottaferrata, può ritornare a ricoprire la sua poltrona assessorile.

Per i giudici infatti non vi erano nonostante le opportunità politiche gli estremi per la revoca della carica assessorile essendo questa stata condotta nel rispetto delle leggi e le motivazioni per la revoca non ben esplicitate nell'atto amministrativo di ritiro della delega, atto impugnato dall'assessore Mevi che ora per volere dei giudici non è più estromesso dalla giunta.

Però nonostante i giudici abbiamo sancito che le scelte del sindaco Gabriele Mori siano immotivate la figura di Filippo Mevi al momento risulta proprio sgradita. Infatti già alcuni giorni fa era stato estromesso dalla riunione di giunta e ieri è arrivato l'allontanamento coatto dal consiglio comunale.

L'assessore Mevi forte della sentenza del Tar si era recato in sala consigliare per sedersi al solito posto: quello riservato ai membri della giunta. Scatta subito l'intervento della Presidenza del Consiglio e l'intervento prima dei vigili urbani e poi dei carabinieri: a nulla servono le carte a favore di Mevi, per il Sindaco Mori quella sentenza non è applicabile, per lo meno non lo è in maniera diretta e immediata.

Mevi lascia volontariamente l'aula per evitare di essere portato via a forza dalle forze dell'ordine gridando allo scandalo. Per Filippo Mevi è arrivata la solidarietà del suo partito l'Italia dei valori: "L'Italia dei Valori esprime il suo più profondo disappunto per i gravi episodi accaduti al proprio Assessore all'Urbanistica avvocato Filippo Mevi che ha subito l'allontanamento coatto
dal Consiglio Comunale".

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"Tutto ciò è accaduto con l'avallo del Consigliere comunale I.d.V. (Tomboletti ndr) che si è ben guardato di prendere una posizione ufficiale in seno
al Consiglio Comunale, a tutela dei suoi interessi personali e non certo del Partito, che a suo dire rappresenta. L'amministrazione comunale con il comportamento dimostrato ha di fatto appalesato la propria arroganza e mancanza di rispetto della legalità, principi fondanti dell'Italia dei Valori".