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Grottaferrata: la psicologica Maria Tinto vince il premio nazionale "Autori Italiani"

Con il suo saggio "I bambini non nascono cattivi", la psicologa di Grottaferrata Maria Tinto si è aggiudicata il premio nazionale "Autori Italiani" battendo la concorrenza di romanzi e narrativa

"I bambini non nascono cattivi" di Maria Tinto

La psicoterapeuta nonché scrittrice di Grottaferrata Maria Tinto si è aggiudicata l'edizione 2017 del Premio nazionale letterario "Autori Italiani" con il suo lavoro "I bambini non nascono cattivi", un saggio che ha sbaragliato la concorrenza di romanzi e racconti e che cerca di dare risposte ai cambiamenti che la famiglia ha vissuto negli ultimi decenni. 

Maria, il suo lavoro "I bambini non nascono cattivi" ha vinto il premio letterario "Autori Italiani", è stata una sorpresa per lei? Con il suo saggio aveva la concorrenza di romanzi e racconti che di solito la fanno da padrone nei concorsi letterari?

E’ stata una stupenda sorpresa, credo molto nel mio lavoro e ritengo che sia uno strumento di aiuto importantissimo per i genitori. Anche l’interesse mostrato dalle varie case editrici a cui l’avevo inviato, mi aveva già dato conferma della validità del libro, ma vincere un premio letterario è un’emozione significativa, rinforza e sostiene la volontà di andare avanti per farlo conoscere e diffonderlo. Solitamente il romanzo per così dire “tira” più di un saggio, ma evidentemente la “forza” dei bambini, in questo caso, l’ha spuntata.

Nel suo libro lei delinea i cambiamenti della famiglia contemporanea quando arriva un figlio. A quali domande cerca di dare risposte il suo libro?

La famiglia è in continua trasformazione, stiamo vivendo un periodo storico di trapasso importante, in cui dopo il sovvertimento dei tradizionali valori familiari, si sta sempre di più radicando il pensiero della fluttuabilità della famiglia. Una famiglia non più “chiusa” dal perimetro familiare, ma con pareti semi permeabili, da cui entra ed esce di tutto. Mi riferisco ad internet ed alla magia esercitata dal virtuale, non sempre fautore di positività. Per cui i genitori si trovano ad essere sempre più impreparati nel gestire la crescita dei figli in maniera equilibrata, proprio in virtù del fatto che mancando un equilibrio nelle vite dei soggetti coinvolti, si produce disequilibrio tra gli stessi ruoli genitoriali. L’urgenza di scrivere un libro, che potesse fare da sponda alla confusione e all’impossibilità di agire correttamente con i figli, mi è stata fornita proprio dai genitori, per meglio dire dalle mamme, con le loro richieste di aiuto per capire i propri figli e gestirne l’educazione.

Sono tante le domande a cui cerca di rispondere il mio lavoro, perché si rivolge non solo ai genitori ma anche alla coppia in quanto tale,  ne segue il percorso, attraverso il suo costituirsi e la formazione della famiglia. Con tutte le difficoltà legate alla nascita di un figlio, riferite soprattutto allo smarrimento del “noi” coppia , in favore della diade madre-figlio.

Il libro vuole essere una guida per i genitori ma anche un luogo dove potersi ritrovare, nel senso di “ascoltarsi” intimamente, un dialogo col proprio vissuto. Un “luogo” dove potersi confrontare, tra la propria traccia genitoriale ed il modo di esercitare l’arte genitoriale. Ci sono indicazioni su come insegnare l’amore ai propri figli, per porre le basi dell'educazione ai sentimenti.
Affronta tante difficoltà del genitore, come quella di aiutare il proprio bambino a far fronte alla nascita di un fratellino o quella di stabilire il tipo di linguaggio da usare per farsi ascoltare dai figli, ma anche il modo in cui poter  comprendere il modo stesso di esprimersi dei figli, che è diverso dal proprio e per questo spesso diventa incomprensibile.

Esamina l’angosciante realtà  della violenza familiare, una traccia pericolosissima per la stabilità mentale di un bambino. Inoltre considera un vasto panorama di tipologie materne che, con il loro modo di fare, favoriscono vissuti di sofferenza nei figli. Considerando anche molto attentamente quelle famiglie che, paradossalmente, fanno male, lasciando ferite profonde nell’anima dei figli stessi. Nell'opera ci sono varie storie in cui molti genitori hanno la possibilità di ritrovarsi e confrontarsi. Il libro vuole essere essenzialmente un messaggio di rispetto e di educazione all’infanzia, per far conoscere all'adulto il mondo del bambino, che è una realtà a sé stante, e sottolineare, in modo marcato, quanto per un bambino sia fondamentale vivere in un ambiente familiare accogliente, amorevole e sereno.

Come valuta la diffusione in molte città di ristoranti e locali, "no kids" che puntano il dito sul fatto che i bambini "sono cattivi"?

Mi diverto sempre più spesso a fare un gioco che facevo da bambina, quello di leggere le parole al contrario. Bene usando questo metodo riesco a “vedere” le cose con più chiarezza, osservandole ovviamente da una diversa prospettiva.

Un cartello che riporta il divieto di ingresso per i bambini, mi fa pensare che ci sono “persone” a cui non piace la compagnia dei bambini o che “mal sopporta” i bambini, ma mi fa pensare anche che, aldilà delle personali motivazioni, evidentemente la maleducazione di taluni bambini ha condotto il ristoratore ad esporre un cartello del genere. E’ un estremismo e come tale va condannato. Ma è pur vero che ci sono genitori, così malamente indottrinati alla genitorialità, che non riescono a dotare i figli di un adeguato bagaglio di norme sociali, a cui i piccoli possono ricorrere nelle diverse circostanze sociali. Resta comunque il fatto che i bambini sono persone e vanno rispettati nei loro bisogni, quindi “pretendere” di tenerli costantemente seduti ed in silenzio, mentre si è al ristorante, è una pretesa assurda. Se i bambini non si comportano come gli adulti vorrebbero, è semplicemente perché non sono adulti, bensì bambini, e poiché non nascono cattivi, bisognerebbe semplicemente che i genitori li educassero alla socialità, rispettandoli e facendosi a loro volta rispettare.

Prossimi progetti letterari?

Ho tanti progetti , ma due in particolare che chiamo “urgenze ideative”, uno è riferito agli uomini, un progetto letterario per aiutarli a capire l’universo femminile, che si è tanto ampiamente esteso ed evoluto negli ultimi lustri . Poi, dando seguito a “I bambini non nascono cattivi”, sarà la volta dell’adolescenza.

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