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L'Herity International certificherà i beni culturali dei Castelli Romani

Firmato dell’accordo fra Parco regionale dei Castelli Romani ed HERITY International, organizzazione internazionale per la certificazione di qualità della gestione del patrimonio culturale

La firma dell'accordo

Il Museo civico “Umberto Matroianni” di Marino ha ospitato la firma dell’accordo fra il Parco regionale dei Castelli Romani ed HERITY International, l'organizzazione internazionale per la certificazione di qualità della gestione del patrimonio culturale.

Attrarre visitatori presuppone che l’immagine percepita sia sostenuta e garantita da una buona gestione e dalla qualità dei servizi offerti, che sono un chiaro segno di cura del territorio, cosa che il pubblico apprezza e considera nelle sue scelte di visita: questo l'obiettivo  dell’accordo di cooperazione.

L'HERITY International collaborerà  con le Amministrazioni locali, ai fini della  certificazione di musei, monumenti, siti archeologici, archivi e biblioteche aperti al pubblico. L’area metropolitana dei Castelli Romani sarà la prima ad essere certificata come area vasta periurbana in Italia.

“Con questo accordo – ha spiegato Sandro Caracci, commissario straordinario dell’Ente Parco – il Parco intende mettersi a disposizione del territorio, delle Amministrazioni comunali e delle Istituzioni culturali per applicare nei Castelli Romani la classificazione HERITY, adottata oltre dieci anni fa dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, quale strumento per la misurazione delle performances dei siti del Patrimonio mondiale. Il patrimonio identitario del Parco, infatti, presenta un grande interesse naturalistico, paesaggistico, geologico, architettonico e artistico, che va valorizzato per fare dei Castelli Romani un brand di qualità anche sotto il punto di vista dell’offerta museale”.
 
“L’area dei Castelli Romani  non è nuova alla certificazione HERITY- sottolinea Maurizio Quagliuolo, Segretario Generale di HERITY International- Ma l’applicazione sistematica finalizzata all’internazionalizzazione di questo ricco territorio ed all’indicazione, lungo i percorsi già esistenti, dell’offerta di qualità culturale, e non solo, è sicuramente un fiore all’occhiello che mette i comuni di questi territori in grado di accedere, grazie a questa iniziativa del Parco, ad un circuito che conta, oggi, 289 luoghi in Europa e fuori, dal Brasile alla Lituania. E’ sicuramente più importante puntare alla qualità, piuttosto che alla quantità dei visitatori, cosa che non sempre è adeguatamente percepita, anche nei nostri territori.”

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