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Chi è Maurizio Boccacci il leader dell'estrema destra dei Castelli Romani

Maurizio Boccacci, indagato per apologia di fascismo nel caso Militia, è il leader storico dell'estrema destra nei Castelli Romani. Un personaggio dalla controversa carriera politica e giudiziaria

Nei giorni scorsi i carabinieri del Ros hanno perquisito la sede del movimento di estrema destra Militia. Tra i quattro indagati per apologia di fascismo compare anche Maurizio Boccacci, storico leader dell'estrema destra dei Castelli Romani, residente ad Albano Laziale.

Originario di Verona, 54 anni, è stato fondatore nei primi anni Novanta, nella cittadina di Grottaferrata del Movimento Politico Occidentale di stampo neofascista poi sciolto nel 1993 in ottemperanza della Legge Mancino. Successivamente milita in Base Autonoma, diventandone uno dei leader, per poi approdare nel gruppo di Militia, ora al centro della cronaca per le perquisizioni dei Ros sopracitate.

Dagli archivi dei quotidiani italiani come Repubblica e Corriere della Sera è possibile ricostruire le vicende giudiziarie di Maurizio Boccacci e capirne anche le controverse vicende politiche.

Nel 1994 sale alle cronache politiche per i violenti scontri organizzati in occasione della partita di campionato Brescia-Roma in cui viene gravemente ferito il vice questore Giovanni Selmin. In questo caso gli agenti della Digos rilevarono che il calcio era un pretesto per fomentare disordini e creare un "asse trasversale" tra tifosi romanisti e laziali dell' estrema destra, che frequentavano gli spalti per imporre un "progetto politico violento".

Nel 1997, tre anni dopo gli scontri allo stadio, viene arrestato per violenza a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni durante un processo che lo vedeva imputato per aver affisso alcuni manifesti con il ritratto di Mussolini. Successivamente si rende partecipe dei presidi di solidarietà a favore dell'ex capo delle SS naziste che aveva ordinato l'efferato eccidio delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke.

Nel 2008 si attribuisce con orgoglio le scritte firmate Militia contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici. Proprio da questi episodi parte l'indagine dei Ros a cui si uniscono altri episodi come l''annerimento delle "pietre di inciampo" di piazza Rosolino Pilo, con cui il 28 febbraio scorso è stato sfregiato uno dei simboli del ricordo dellla persecuzione nazista.

Per gli indagati di Militia, tra cui vi è proprio Maurizio Boccacci, le accuse sono apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull'odio razziale ed etnico e violazione della Legge Mancino, con azioni contro la comunità ebraica romana e anche contro gli immigrati rumeni.

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