Velletri, caso Cervia: al via la causa contro i ministeri della Giustizia e Difesa

Dopo 22 anni di misteri inizia domani il processo contro i ministeri di Giustizia e della Difesa per il caso Cervia: l'accusa è di omessa verità

Francesca Ragno 6 dicembre 2012

I riflettori mediatici sul caso della scomparsa dell'ex militare Davide Cervia sparito nel nulla 22 anni fa a Velletri si sono riaccesi appena poche settimane fa quando del caso ne ha parlato la trasmissione "Chi l'ha visto?" ospitando in studio i familiari.

La moglie e i figli di Davide Cervia, dopo anni di silenzi e depistaggi da parte degli inquirenti, hanno deciso di citare in giudizio i ministeri della Difesa e della Giustizia per violazione "del diritto di verità" chiedendo un risarcimento danni.

La prima udienza della causa si terrà domani davanti al giudice Eugenio Curatola, della seconda sezione del tribunale civile di Roma. In contemporanea iI familiari di Cervia organizzeranno un sit-in davanti al tribunale in viale Giulio Cesare.

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La famiglia di Davide Cervia ritiene che "ritardi, depistaggi e omissioni" abbiano impedito di accertare la verità sulla scomparsa del loro congiunto soprattutto alla luce di una sentenza emessa nel 2000 nella quale si parla di sequestro dell'esperto elettronico. La convinzione dei ricorrenti, assistiti dall'avvocato Alfredo Galasso, è che Davide Cervia sia scomparso nell'ambito di un traffico illecito di armi e di tecnici, in particolare si parla che l'ex sergente fosse implicato nella guerra elettronica in Medioriente.

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