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Stefano Pennacchi: "Per Velletri acqua pubblica e una nuova gestione della cultura"

Stefano Pennacchi consigliere comunale uscente della lista "Sinistra per Velletri" si candida sindaco per due liste civiche puntando tutto su acqua pubblica, cultura e centro storico

Stefano Pennacchi candidato sindaco di Velletri

I cittadini di Velletri il prossimo 10 giugno sceglieranno il nuovo sindaco dopo dieci anni di guida da parte di Fausto Servadio. Uno degli sfidanti è Stefano Pennacchi sostenuto dalla due liste "Sinistra per Velletri" e "Lista Velester".

Candidato Pennacchi la sua candidatura arriva dopo la sua esperienza di consigliere comunale. Come nasce la sua candidatura a sindaco?

La scelta di candidarmi a sindaco deriva da un progetto politico nato 5 anni fa che mette al centro il bene comune attraverso alcune esperienze civiche. Volevamo dare risposta a delle questioni rimaste insolute nei dieci anni in cui Velletri è stata guidata da una maggioranza a trazione PD, da cui dopo una serie di battaglie politiche portate avanti non ci è stato riconosciuto nessuno spazio. Per questo abbiamo intrapreso un percorso di diversità.

Da cittadino veliterno come crede sia cambiata Velletri negli ultimi dieci anni di amministrazione di centro-sinistra e lei che idea di futuro ha per la città?

Sicuramente in questi dieci anni Velletri è uscita dal dissesto finanziario, sono stati riconsegnati alla città alcuni spazi il convento del Carmine, il sito delle Stimmate e il Teatro Artemisio. Non basta ridare spazi, serve una visione. La gestione di questi spazi è stata affidata a una fondazione di fatto privata, svuotando di competenze l'assessorato alla cultura. E' mancata la progettualità anche nella gestione delle società partecipate, che sono state ricapitalizzate contro il parere del Ministero dell'economia e delle finanze. La città è vero è uscita dalla palude, ma non del tutto.

Sette candidati a sindaco: avete già pensato a un possibile ballottaggio ed eventuali apparentamenti?

Sicuramente lavoreremo per arrivare noi al ballottaggio, ogni nostra decisione sarà in ogni caso presa nell'interesse  dei cittadini che saranno la nostra guida.

Primi 100 giorni di amministrazione, cosa farà in caso di elezione?

Prima di tutto attueremo un'ACEA-exit, con l'uscita dall'Ato2 dando seguito a un referendum popolare in cui hanno chiesto una gestione pubblica dell'acqua. L'Acea non è una  completamente pubblica, noi vogliamo costituire un consorzio pubblico dei Castelli Romani. Vogliamo riportare a gestione pubblica la cultura e riattivare il centro universitario veliterno. Rilanceremo il centro storico, interverremo sulle infrastrutture come la circonvallazione di ponente e dovremmo agire sulle partecipate secondo le indicazioni del MEF.

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